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Ammissione all’ordine sacro

In occasione del ritiro di fine anno di domenica 17 giugno, alcuni nostri fratelli aspiranti del quarto anno di formazione sono stati ammessi all’ordine sacro. Durante la celebrazione Eucaristica gli aspiranti sono stati ammessi all’ordine dal nostro delegato Mons. Daniele Libanori; le spose dei nostri fratelli hanno dato il loro consenso al cammino dei loro sposi. Gli aspiranti sono: Ivo Candiolo, Massimo Di Marco, Angelo Riccobene, Alessandro Sciolari, Generoso Simeone, Massimo Tuninetti, Marcellus Udugbor Okenwa. A tutti loro va il nostro augurio e la nostra preghiera.

 

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Ritiro di fine Anno

Oggi, Domenica 17 Giugno, nella sala Tiberiade del Seminario Romano Maggiore si è svolto il ritiro conclusivo della comunità del Diaconato permanente di Roma. Come ogni anno la comunità non vuole lasciare passare l’estate senza riunirsi e darsi un abbraccio ideale nel quale darsi un arrivederci a settembre. Il ritiro è stato incentrato sull’esortazione Apostolica Gaudete et Exsultate, aiutati da Mons. Pellegrino abbiamo riflettuto proprio sul tema della santità. Dopo la riflessione e l’approfondimento abbiamo Continua a leggere Ritiro di fine Anno

DISCERNIMENTO AL DIACONATO

La vocazione al diaconato proviene da Dio come avvenimento di grazia che interpella il singolo e, al tempo stesso, la comunità ecclesiale alla quale la vocazione è ordinata. Il discernimento è il processo mediante il quale l’uno e l’altra vagliano i segni di una possibile chiamata e ne riconoscono l’origine. Il discernimento porta a comprendere se la chiamata è riferibile alla volontà di Dio per il cammino di santità del singolo e per il bene della comunità ecclesiale o se, al contrario, nasce da aspirazioni e motivazioni estranee al piano divino.

E’ subito evidente quanto grave sia la responsabilità del discernimento e quanto delicato il suo processo: grave la responsabilità di distinguere quanto si iscrive nel piano di Dio da quanto promana da pretese umane, delicato il processo di lettura ed interpretazione dei segni, di per sé ambigui se presi singolarmente, che vanno colti e composti con intuito, spirito di verità e fiducia.

Possiamo quindi dire che la vocazione, che è dono dello Spirito, si rende riconoscibile soltanto da chi si lascia guidare dallo Spirito di Dio.

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